Intorno al 1985, alcuni appassionati belgi raccoglievano colostro di vacche da latte nelle fattorie delle Ardenne e si imbatterono in qualcosa che molti ritenevano scomparso: alcuni cani bovari sopravvissuti, ancora al lavoro. È così che lo racconta lo standard FCI del Bovaro delle Ardenne (Bouvier des Ardennes).
| FCI | Gruppo 1 (Cani da pastore e bovari), sezione 2 Bovari, standard n. 171, con prova di lavoro |
|---|---|
| Paese d’origine | Belgio |
| Altezza al garrese | maschi 56-62 cm, femmine 52-56 cm, tolleranza di 1 cm in più o in meno |
| Peso | maschi 28-35 kg, femmine 22-28 kg |
| Aspettativa di vita | nessun dato affidabile da studi trovato (N/D) |
| Mantello | pelo di copertura secco, ruvido e arruffato, lungo circa 6 cm sul corpo; baffi e barba di 5-6 cm; sottopelo molto fitto, ancora più abbondante in inverno |
| Colori secondo lo standard | tutti i colori tranne il bianco, spesso una mescolanza di peli grigi, neri e fulvi, anche marroni, rosso ruggine o giallo paglia; macchia bianca sul petto o punte delle dita bianche ammesse ma indesiderate |
Un cane da fattoria senza pretese di eleganza
Nelle Ardenne belghe è sempre stato chiamato semplicemente cane da bovini. Clima rigido, terreno aspro e povertà della zona ne hanno plasmato il tipo: sopravvivevano soltanto i cani più rustici, che conducevano vacche da latte e pecore, poi anche maiali e cavalli. Nelle due guerre mondiali divenne compagno dei bracconieri. Lo standard lo descrive corto, compatto e muscoloso, con testa potente e un muso barbuto dall’aria burbera.
Quasi perduto due volte
Nel 1903 il professor Reul individuò a Liegi il primo tipo ideale nel maschio Tom; nel 1923 il Belgio riconobbe lo standard. Poi scomparvero molte fattorie e con esse i cani da lavoro. Dopo i ritrovamenti intorno al 1985, da circa il 1990 gli allevatori tornarono a selezionare cani vicini allo standard. Nel 1996 emerse una seconda linea che i conduttori di bestiame del Nord avevano continuato ad allevare in silenzio. Alla stessa sezione appartiene il più grande Bovaro delle Fiandre.
Giocherellone, curioso e tenace quando conta
Pieno di resistenza ed energia, giocherellone, agile e socievole: così lo descrive lo standard, che considera l’adattabilità la sua qualità principale. Allo stesso tempo difende persone, proprietà e territorio con ostinazione e molto coraggio. Questa vigilanza richiede una guida: decidi tu chi può entrare nella proprietà, non lui.
Ti segue a semicerchio
Secondo lo standard, senza guinzaglio resta spesso dietro alla sua persona e la segue descrivendo un semicerchio, perché l’istinto di conduzione resta attivo. Raramente rimane a lungo nello stesso punto. Offrigli lavoro vero, come treibball, conduzione del gregge o piste, insieme a lunghi percorsi con ogni tempo.
Restare arruffato è obbligatorio
Nello standard, qualsiasi rifinitura del mantello è un difetto da squalifica. Per te significa spazzolarlo a fondo una volta a settimana, più spesso durante la muta, e pulire rapidamente la barba dopo i pasti. Lo standard indica come regola la coda corta; molti soggetti nascono senza coda e nei Paesi che ne vietano il taglio ammette la coda lunga. Tra questi c’è la Germania, dove il § 6 della legge sulla protezione degli animali vieta in linea di principio il taglio della coda.
Un test genetico prima dell’acquisto del cucciolo
Non esiste un dato affidabile da studi sull’aspettativa di vita: l’analisi britannica di McMillan e colleghi non includeva la razza nell’analisi di sopravvivenza. Ricercatori belgi hanno descritto cinque cuccioli con atassia spinocerebellare, un disturbo ereditario del movimento iniziato tra la 6ª e la 10ª settimana di vita. Per tutti si dovette ricorrere all’eutanasia prima dell’undicesimo mese. La causa è una variante recessiva del gene KCNJ10, che provoca malattia anche nel Malinois. Tra 63 Bovari delle Ardenne sani e non imparentati, la variante rappresentava il 15 per cento delle copie del gene (Stee et al. 2023). Chiedi i risultati dei test di entrambi i genitori.
È adatto a te?
Sì, se vivi in campagna, hai esperienza con cani da lavoro indipendenti e gli offri compiti che richiedano forza e resistenza. Più probabilmente no se cerchi un tranquillo compagno da città o ricevi spesso persone diverse. I cuccioli sono rari: metti in conto pazienza nella ricerca dell’allevatore.
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Fonti, consultate il 20.10.2026: standard FCI n. 171 Bouvier des Ardennes (fci.be, versione tedesca del 05.06.2002, standard vigente pubblicato il 25.10.2000) e pagina FCI della razza n. 171; McMillan KM et al., Longevity of companion dog breeds: those at risk from early death, Scientific Reports 2024; Stee K et al., Spinocerebellar ataxia in the Bouvier des Ardennes breed is caused by a KCNJ10 missense variant, Journal of Veterinary Internal Medicine 2023.
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